Cagliari, 15/07/2002
Un viaggio fantastico tra musica e teatro, uno spettacolo imperdibile per la ricchezza e la bellezza dell’impianto in cui Piovani si conferma un grande compositore e Cerami un gran narratore.
Più che un racconto organico di fatti ordinati, “La luna lo sa” è una drammaturgia orizzontale giocata su vari contrasti emotivi. Le sonorità, il lessico, le fughe nella memoria, il senso del tempo, i ritmi, interagiscono per proporsi come sentimento della nostra epoca, dove l’alto e il basso convivono. Aforismi e divertimenti, toni epici, satirici, lirici ed infantili, convivono fino al punto che si può ridere con il dramma e commuoverci con la comicità.
I testi delle canzoni sono alternati, come sul palcoscenico, alla prosa dilagante degli attori. Un po’ Petrolini e un po’ Ionesco o Beckett, un po’ canzonetta e un po’ melodramma, un po’ tabarin e un po’ discoteca.
Intorno alla sperimentata ossatura drammaturgica, il Teatro di Sardegna si rinnova ogni anno, anzi possiamo dire che, come in questo caso, ogni anno migliora. Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Cristina Maccioni, Cesare Saliu, Isella Orchis, Corrado Riannetti, Eleonora Giua, Paolo Meloni, Maria Grazia Sughi e Luigi Tantoranelli insieme ad Ennio Atzeni (pianoforte), Diego Deiana (violino, fisarmonica), Sebastiano Dessanay (contrabbasso), Giorgia Ortu (fiati) e Daniele Russo (batteria) sono stati, tutti, all’altezza della fascinazione onirica che promana dalle millenarie pietre di Nora.
E, se a questa magica atmosfera, si uniscono voci che sanno commuovere e far sorridere chi le ascolta, per le toccanti interpretazioni, allora, come per le fiabe, si resta in silenzio a sentire il narratore, vestito con il costume sgargiante di una canzone, di una poesia, che dialoga con le ampie musiche di Piovani e con le canzoni piene di letizia oppure gonfie di malinconia.
Gli spettatori vuotano il calice gaudiosamente, in silenzio, con la paura di rompere l’incantesimo con un gesto, un suono o un applauso…..
Uno spettacolo da vedere!
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