Cagliari, 18/10/2000
Per la prima volta, dopo 20 anni, nel Sulcis, diminuisce il numero degli operai in cerca di lavoro. C’e’ da credere che i disoccupati siano in diminuzione e gli occupati in crescita? No, purtroppo no. La realta’ che si cela dietro questi dati raccolti dagli Uffici di Collocamento di Carbonia ed Iglesias, e’ piuttosto la amara emigrazione. Nessun passo avanti, quindi. Ma bensi’ passi indietro, a ritroso fino agli anni ’60.La domanda di lavoro e’ aumentata, e la offerta invece no. L’encefalogramma del mercato del lavoro continua ad essere piatto. Carlo Macioccu, direttore dell’Ufficio, e’ duro e spigoloso: “Non si avverte nulla, neppure il piu’ debole segnale di ripresa dell’economia e, quindi, dell’occupazione”. Il dato della diminuzione dei disoccupati che aveva fatto gridare al miracolo e’ derivato da un censimento compiuto al 30 giugno in 17 comuni del Sulcis che fanno capo all’Ufficio circoscrizionale di Carbonia. Allora i disoccupati risultavano essere poco piu’ di 18 mila, 1321 in meno rispetto all’ultimo rilevamento del 31 dicembre 1999. La verita’ e’ invece dura da digerire: non solo infatti dietro queste cifre virtuali si nasconde la provvisorieta’ del lavoro stagionale (molti giovani trovano lavoro durante l’estate e poi a ottobre sono di nuovo disoccupati), ma, fatto ancor piu’ grave, c’e’ l’emigrazione, alla quale sono costretti a ricorrere tutti coloro che sono stanchi di non lavorare. Quindi il calcolo e’ presto fatto: piu’ stagionali ed emigrati fa meno disoccupati. Ma fa anche crisi economica piu’ acuta. Sulcis Iglesiente sempre piu’ spopolato.
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