Esce in libreria il volume Congiolargios. Vasi e vasai ad Oristano dal XIII al XXI secolo di cui sono autori Marco Marini e Maria Laura Ferru.
L’ opera ricostruisce la storia dei figoli oristanesi, produttori di congios (vasi) dai quali derivarono l’appellativo di congiolargios, documentando con abbondanza di immagini la produzione relativa ad un arco temporale che parte dall’epoca giudicale, attraversa i periodi catalano, spagnolo e sabaudo per giungere sino ai giorni nostri.
Oristano è stata infatti il più importante centro figulino della Sardegna, improntando una produzione che per tecnica, tipologia e decorazione ha assunto nei secoli un aspetto caratteristico che ha permesso nel recente 2001 il riconoscimento della città arborense come “zona di affermata tradizione ceramica” ai sensi della legge nazionale n.188 del 1990, con la conseguente possibilità di tutela delle produzioni tipiche locali col marchio di ceramica artistica e tradizionale.
La città di Oristano è così assurta nel novero della ristretta cerchia di città italiane che possono fregiarsi di tale alto riconoscimento. Al conseguimento di tale risultato hanno concorso gli Autori della presente opera, avendo gli stessi curato - sotto tutti gli aspetti- la documentazione necessaria all’inoltro della richiesta al Ministero dell’Industria.
L’ opera Congiolargios. Vasi e vasai ad Oristano dal XIII al XXI secolo costituisce pertanto un punto di riferimento essenziale per l’attestazione delle produzioni ceramiche tipiche e tradizionali divenute patrimonio riconosciuto della cultura materiale dell’oristanese: in essa sono infatti raccolte e documentate le forme, le decorazioni e le tecniche ricorrenti nelle ceramiche oristanesi nei secoli, alle quali oggi è indispensabile fare preciso riferimento per l’applicazione della legge.
L’opera è corredata di ricchi repertori e comprende inoltre il testo in lingua spagnola e la traduzione in lingua italiana dello Statuto dei congiolargios oristanesi del 1692, rimasto in vigore sino alla seconda metà dell’Ottocento.
L’opera completa gli studi sulla ceramica oristanese, avviati dagli stessi autori con precedenti lavori tra i quali giova ricordare il volume Le ceramiche del Convento di Santa Chiara Storia dell’artigianato a Oristano in epoca giudicale e spagnola, pubblicato da questa stessa casa editrice.
L’opera documenta la formazione ad Oristano, già in epoca medievale, di un vero e proprio “polo produttivo della ceramica” che contribuì nei secoli al soddisfacimento delle esigenze di vita domestica con stoviglie rimaste negli usi e costumi dei Sardi, oltre che degli oristanesi, giungendo nell’Ottocento alla confezione di prodotti artistici e decorativi come sa brocca pintada o a quattru maigas.
Con tali produzioni la Sardegna ha partecipato a Esposizioni regionali e nazionali, quale quella del 1911 a Roma, dopo aver conseguito riconoscimenti ufficiali all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861, celebrativa dell’Unità d’Italia.
Il nuovo volto della ceramica oristanese, fatto di brocche estremamente decorative oltre che funzionali, tali da attirare l’attenzione e la meraviglia degli osservatori, era così affidato ad opere delle quali questo libro riproduce in copertina l’esemplare forse meglio riuscito.
Caratteristiche tecniche del volume:
Titolo: Congiolargios. Vasi e vasai ad Oristano dal XIII al XXI secolo
Autori: Marco Marini e Maria Laura Ferru
Editore: Ivan Botticini
- formato raffilato cm 24x31,5
- pagine 320 più copertina e sovraccoperta
- interno carta patinata opaca gr.170
- sovraccoperta carta patinata lucida gr.200
- stampa interno quattro colori
- stampa sovraccoperta quattro colori
- copertina in cartone mm 3 rivestita in tela impressionata a un colore sul dorso e quadrante
- sovraccoperta plastificata lucida
Il volume comprende oltre 300 immagini e disegni con foto a colori e in bianco e nero.
Prezzo al pubblico €95,00 con cofanetto
Prezzo al pubblico €90,00 senza cofanetto
ISBN 88-88377-07-7
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